Un pomeriggio sul Lago di Como:
un mini-itinerario tra natura,
spiritualità e arte

Il lago in inverno, si sa, è triste e malinconico; è una distesa d’acqua piatta, verdastra e dall’apparenza oleosa, che non ha nulla a che vedere con quello specchio azzurro turchino solcato, durante l’estate, dalle barche, dai kite-surf, dove fanno il bagno vip, stranieri e cittadini in cerca di refrigerio.

Il lago di Como, che non è solo cocktail sulla spiaggia e passeggiate in infradito per i vicoli di Bellagio, non perde la sua vitalità col calare della bella stagione; solo, gli svaghi che il Lario offre cambiano e dalla riva del lago si trasferiscono in un “entroterra” poco conosciuto a chi non lo frequenta, che pure mantiene forte il suo legame con il lago. Ecco un breve itinerario sulla sponda lecchese del Lario, per chiunque voglia trascorrere un pomeriggio diverso dal solito.

Partiamo con Villa Monastero a Varenna, una delle principali attrazione del territorio e per la sua posizione e per la sua storia. Il nucleo centrale è costituito dalla casa museo, che nel suo percorso articolato in 14 sale, catapulta i visitatori indietro nel passato: raffinati arredi, decorazioni ricche e materiali pregiati prendono per mano chi si aggira tra i locali, portandolo indietro nell’Ottocento. La Villa è inoltre circondata da un giardino botanico che si estende per quasi 2 chilometri a sbalzo sul lago: grazie al clima particolarmente mite, il giardino ospita varietà botaniche anche rare, provenienti da tutto il mondo, che ogni anno vengono incrementate. Colori, forme e profumi la fanno da padroni in ogni stagione dell’anno, sempre diverse, ma comunque sempre suggestive e particolari.

Villa Monastero

Ci spostiamo più in su, raggiungendo l”Orrido di Bellano, uno dei luoghi più suggestivi della sponda orientale del Lario. Nel comune di Bellano, in provincia di Lecco, si trova infatti una gola naturale “nata”dall’erosione delle acque del torrente Pioverna; gli anfratti tetri, il rimbombo cupo dell’acqua attraverso le fessure della roccia e all’interno delle numerose grotte naturali, ha fatto sì che questo posto si meritasse il nome di “orrido”; per i più temerari, non mancano le classiche leggende dark che ben si accompagnano a luoghi come questo: lì vicino, infatti, si trova la Cà del diaul, la “casa del diavolo”, teatro, si dice, di riti satanici e di macabri avvenimenti.

orrido di bellano

Esoterismo a parte, per la terza ed ultima tappa del “mini” tour sul Lario ci spostiamo un po’ più a nord, fino ad arrivare alla penisola dell’Olgiasca, di fronte a Gravedona, dove sorge il Priorato di Piona, perla dell’architettura romanica lombarda. Consacrata nel 1138 e intitolata alla Vergine, l’abbazia viene poi dedicata a San Nicolò nel 1169, è raggiungibile sia con la macchina che col battello ed è un vero “toccasana” per staccare dai ritmi frenetici della vita di tutti i giorni: passeggiare per il chiostro, visitare la chiesa coi suoi affreschi e intrattenersi coi monaci cistercensi che ancora abitano il suggestivo santuario, producendo prodotti tipici, è una ventata d’aria fresca per chiunque sia in cerca di tranquillità.

abbazia di piona

Insomma, tre attrazioni molto diverse l’una dall’altra, seppure così “geograficamente” vicine, tre “momenti” della storia diversi, dall’ancestralità delle grotte dell’Orrido, alla pace del Priorato di Piona e, infine, alla sontuosità Ottocentesca di Villa Monastero, per trascorrere un pomeriggio diverso, uscendo di soli 50 chilometri dal caos di Milano.

[jigoshop_category slug=”cartaceo” per_page=”8″ columns=”4″ pagination=”yes”]

[jigoshop_category slug=”pdf” per_page=”8″ columns=”4″ pagination=”yes”]

Lascia un commento