Turisti in tour sottoterra: il fascino delle città sepolte

Ci sono animali d’aria e animali di terra, che abitano nei luoghi a loro più congegnali. Poi c’è l’uomo, trasversale sui più diversi spazi, che adatta il suo modo di muoversi alle sue più varie necessità. Gli uomini costruiscono città superficiali, ancorate nel terreno con la faccia nel cielo. Ma possono anche, all’occorrenza, strisciare silenziosi sotto terra. Le città sotterranee agganciano cunicoli umidi e bui sotto il limite della terra che confina con l’aria. Passaggi segreti per cogliere il nemico impreparato, acquedotti, rifugi contro le bombe che piovono dal cielo. Le loro origini hanno i motivi più svariati, ma sempre sono affascinanti le vie calcate da questi passeggeri del sottosuolo. Come c’è un turismo delle città d’arte, dei villaggi ecologici, delle città fantasma, come ormai c’è per tutto un muto, o starnazzante, ammirato, o vorace, pellegrinaggio, anche le città sotterranee vantano una categoria di appassionati. In Italia ce ne sono molte, e le più celebri sono quelle che fanno il riflesso rovesciato delle urbs più note.

Quaranta metri sotto la superficie, a Napoli si dirama un labirinto di cunicoli e cavità ricavate nel tufo. È l’antico acquedotto di Carmigliano, che traccia linee di passaggio tra oltre 4000 pozzi. Le vie strette e occultate hanno anche vestito i panni di rifugi antiaerei durante la Seconda Guerra Mondiale. Sono opere di grande ingegneria civile, a lungo sbriciolatesi nell’abbandono, oggi sapientemente riprese dell’associazione Napoli Sotterranea. Il percorso ufficiale scava nello spazio come nel tempo, ripercorrendo circa 2400 anni di storia. La visita comprende le tappe al Museo della Guerra, agli Orti Ipogei, alla Stazione Sismica Arianna.

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Napoli sotterranea. Fonte: www.napolisotterranea.org

C’è un intero acquedotto scavato nella roccia sotto il centro storico di Matera. Fa capolino in superficie una torre aragonese facente parte dell’antica cinta muraria. Venticinque metri sotto il livello del suolo si apre l’ipogeo Matera Sum, scoperto recentemente in un sito di proprietà privata. L’aspetto è quello di un insediamento medievale, un palazzo nobiliare a cui sono legate alcune strutture di servizio: un forno, sezioni di cisterne, magazzini. Tra i cunicoli si spalancano anche grotte, che suggerirebbero interventi di insediamenti umani più antichi.

Un dedalo di vie sotterranee si apre anche sotto il Celio, a Roma. Era una cava nell’antichità, quel sottosuolo del tempio di Claudio. Tra i cimeli afferenti questa serie di antiche costruzioni, c’è la Basilica di San Clemente: un antico tempio dedicato a Mitra, divinità persiana nota a Roma.

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Roma sotterranea. Fonte: media.06blog.it

Risalendo lungo lo stivale, su Orvieto superficiale si specchia una città sottoterra. È una ragnatela di grotte preziose per la loro vetustità: le iniziarono a scavare gli abitanti del posto circa 2500 anni fa. Costituiscono una fonte di informazione sostanziale per storici ed archeologi. Tappa imprescindibile è il Pozzo di San Patrizio.

Sotto Chiusi, chiuso nel sottosuolo nei pressi di Siena, è un intrecciarsi di pozzi, cisterne, cunicoli e cavità artificiali di varia sorte. Le leggende che li effigiano sono state tracciate anche dalla penna sapiente di Plinio il Vecchio, nelle forme del Labirinto Italico o di Porsenna.

Sottoterra si scavano spesso rifugi per schermarsi dal cielo: è anche il caso delle gallerie della Kleine Berlin a Trieste. Il complesso risale alla Seconda Guerra Mondiale e costituisce il labirinto più esteso di vie sotterranee, accessibile al pubblico.

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Trieste sotterranea. Fonte: viaggiverdeacido.com

A Milano la rete di tunnel sotterranei si diramava dal Castello Sforzesco, centro del potere all’epoca. Erano i passaggi segreti usati da Ludovico il Moro per muoversi dal castello ai punti nevralgici della città. Resistono ancora i resti di una basilica paleocristiana, la cripta di S. Giovanni in Conca, nella centralissima piazza Missori. Pochi metri sotto il manto stradale si snodano 250 chilometri di corsi d’acqua coperti che un tempo affioravano ed erano parte della rete dei Navigli. Solo nel 1935 i canali furono coperti, ne vennero salvati solo alcuni e sormontati da ponti e passatoie. L’unico laghetto che ancora respira è la Darsena di Porta Ticinese, attualmente oggetto di un progetto di riqualificazione. A tornare qualche decennio indietro nel tempo la Milano di oggi faceva il verso alla Serenissima.

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Torino sotterranea. Fonte: www.lastampa.it

Sul versante occidentale, a Torino la diramazione sotterranea nasce in epoca più attuale: tra i tasselli che la compongono ci sono tunnel militari del Settecento, rifugi antiaerei, ghiacciaie regie e infernodotti. Il punto più indicato per imboccarla è il Museo Pietro Micca.

Sono storie del passato, più o meno recente, quelle rimaste sepolte sotto le nostre città di adesso. Non vanno insabbiate, ma riscoperte, perché possono aggiungere tanto all’immagine che abbiamo del loro tempo che fu, quando su quelle vie si respirava aria diversa, impregnata di gioie e paure diverse.

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Nata a Brescia nel 1993. Laureata in lettere moderne indirizzo arti all'Università di Bergamo, dopo un anno trascorso in Erasmus a Parigi. Appassionata di fotografia, cinema, teatro e arte contemporanea.