William Shakespeare – Anno I, Numero 2

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Il 23 aprile 1616 si spegneva William Shakespeare. A 400 anni dalla morte, il segno della sua opera non è ancora sbiadito: il più grande drammaturgo di tutto i tempi ha saputo infatti raccontare quel “qualcosa” che vi è di comune in ogni uomo.

In ogni epoca il Bardo ha sempre avuto qualcosa da dire o da insegnare. Shakespeare ha influenzato tutte le arti a lui successive, anche se la sua vera identità rimane tuttora un mistero irrisolto. Gli abbiamo dedicato un numero della nostra rivista proprio per rimarcare la sua sconcertante contemporaneità. Ma c’è spazio anche per altro: il global warming, Norberto Bobbio e la democrazia e un’intervista a Monica Cirinnà.

In questo numero:

  • Shakespeare a chi?
  • William Shakespeare e la rappresentazione del potere nelle histories e in Macbeth
  • Ophelia di Sir John Millais: il dramma shakespeariano tra misticismo e sacralità
  • Calderoni, banchetti e carestie: il cibo come metafora nell’opera di Shakespeare
  • Tragedy of Eros: il linguaggio osceno che esprime il tormento degli eroi shakespeariani
  • Romeo and Juliet, la versione moderna e liberamente interpretata da Mark Knopfler
  • William Shakespeare e la sua modernità nel cinema del Novecento
  • Shakespeare lives in photography: un concorso per celebrare il Bardo con gli occhi dei fotografi di oggi
  • Rieducare con il teatro: i drammi di Shakespeare entrano in carcere
  • Londra festeggia i 400 anni dalla morte di Shakespeare e il Globe sarà protagonista
  • La Terra si ribella e l’uomo finge di non vedere: pazzia, ignoranza o masochismo?
  • A lezione di democrazia: Norberto Bobbio, una vita tra teoria e impegno civico
  • L’Italia che lotta per i diritti: ne parliamo con Monica Cirinnà

Sfoglia l’anteprima

 

Classe 1992 di Civate (LC), laureato triennale in Filosofia, studente magistrale in Scienze Filosofiche alla Statale di Milano. Giornalista pubblicista, direttore de "Il fascino degli intellettuali". Irrazionalmente innamorato dei borghi medievali.