I Pinguini Tattici Nucleari e la loro nuova “Gioventù Brucata”

Si era già previsto che questo 2017 sarebbe stato un anno ricco e sorprendente dal punto di vista musicale: Brunori Sas, Mecna, Modena City Ramblers, Levante sono solo alcuni dei grandi artisti che in questi mesi hanno pubblicato lavori validi e di successo. Tra i protagonisti delle nuove uscite, poi, si fa strada anche quello dei Pinguini Tattici Nucleari, la variopinta band bergamasca che da qualche tempo sta acquisendo sempre più importanza sulla scena indipendente italiana.

A due anni dall’uscita del secondo album Diamo un calcio all’aldilà (il primo era stato Il re è nudo, 2014) i PTN sono tornati in studio grazie ad una campagna di Musicraiser: è nato così Gioventù Brucata. Noi l’abbiamo ascoltato in anteprima e possiamo affermare che oltre ad avere una bella copertina (disegnata, non a caso, da Labadessa), nasconde altre belle sorprese.

Il singolare titolo prende spunto dalla terza traccia del disco e ci ricorda che i Pinguini non hanno perso la loro inclinazione ai giochi di parole e all’ironia; così spiegano la scelta del nome:

«La Gioventù Brucata siamo noi, siete voi, sono tutti. C’è chi sta in greggi di pecore bianche, chi in greggi di pecore nere, ma alla fine tutti cerchiamo di essere accettati dagli altri per le pecore che siamo. I nostri nonni erano gioventù bruciata, i nostri padri gioventù bucata e a noi non resta che essere gioventù brucata».

Nonostante i cambi di formazione, i PTN restano fedeli alla tendenza musicale e narrativa che da sempre li caratterizza, mantenendosi su una linea ironica e a tratti prosastica che deve tanto agli Elio e le storie tese (di cui sono grandi estimatori) ma pare anche ricordare i bei tempi degli Skiantos e degli Offlaga Disco Pax. Conservano, quindi, lo stesso stile di sempre (Pula, ad esempio, ricorda molto Cancelleria mentre 79 ha richiami sia a Me Want Marò Back sia a Test d’ingresso a medicina) ma non si può non notare lo scarto che c’è tra il nuovo album ed i lavori precedenti: gli ottimi arrangiamenti ed il taglio più maturo dei testi indicano senza ombra di dubbio che i Pinguini Tattici Nucleari con Gioventù Brucata non cambiano, ma crescono.

Dopo un intro strumentale dal geniale titolo di Intro Montanelli, il primo brano è Sciare – un motivetto allegro per una storia d’amore fredda come i pomeriggi passati sulla neve da bambini. Si conferma così che il bello delle canzoni dei PTN è il loro nascere e presentarsi in modo totalmente spontaneo; così infatti ci confessa il cantante Riccardo: «Io ci metto sempre me stesso nei testi, se in generale non ti piacciono allora va bene – ma è quello che sono».

«Da bambino andavo a sciare 
ma ora qui davanti a me ci sei tu
e non mi vuoi,
io non pretendo niente
probabilmente fai anche bene:
io stesso con una che mi vuole come partner
non ci starei mai insieme»

(Sciare, Pinguini Tattici Nucleari)

Un altro amore infelice è affidato alle note di Irene, un bel brano perché di una leggerezza non inconsistente, ma necessaria: è una genuina confessione accompagnata da una melodia che si incastra inesorabilmente fra i timpani e i neuroni. La musica, dopotutto, deve essere anche così – tenue e delicata. Facile da mandare giù senza però poter essere dimenticata.

«Il futuro che ti potevo dare
l’ho barattato per i vinili che ho in soffitta
te li regalerò quando avrai perso le speranze
e ti sentirai sconfitta.
Il futuro che ti potevo dare
alla fine è una fregatura»

(Irene, Pinguini Tattici Nucleare)

In Gioventù Brucata, comunque, non mancano la simpatia e l’ironia che da sempre li accompagnano come ad esempio 79il racconto di un esame di maturità non andato come si sperava (ma per fortuna «chi vince generalmente muore giovane, le sconfitte invece ti tengono in vita»), o Gigi Cinque Ottavi una della canzoni più “impegnative” dell’album, che parla di un ragazzo con una strana peculiarità: ascolta solo musica in cinque ottavi, appunto. Inutile dire in che ritmo è suonato tutto il brano.

«Hai soffiato dentro al mio cuore a forma di armonica
hai seminato vento e raccolto energia eolica,
i tuoi “piuttosto”, i tuoi “abbastanza” non fermeranno certo
il vulcano che erutta sopra al mio viso scoperto»

(Tetris, Pinguini Tattici Nucleari)

Comunque se vogliamo parlare di prezzi più “prog” (come ci avevano raccontato proprio Riccardo e Elio qualche mese fa), non si può non citare la traccia finale, Il concorso musicale. Al di là di un testo non particolarmente emozionante, è un sofisticato caleidoscopio di richiami e citazioni, un’intelligente e ben costruita rapsodia che sembra essere (per ora) il lavoro musicalmente più valido ed originale del gruppo.

A dirla tutta, Gioventù Brucata è un lavoro difficile da raccontare perché impossibile da incasellare in una categoria specifica: ha un animo cangiante che sfugge alla logiche discografiche più diffuse. E proprio per questo è un bell’album, con cui i Pinguini Tattici Nucleari dimostrano una sorprendente maturità sia narrativa sia musicale.

Gioventù Brucata sarà presentato venerdì 14 al Serraglio di Milano (opening la reginetta delle cover, Asia Ghergo). I PTN, inoltre, a fine mese si esibiranno al Supernova Festival di Genova.

 

 

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