Non hanno abolito Storia dell’Arte nelle scuole!

No. Non hanno abolito definitivamente la Storia dell’Arte dalle scuole secondarie.

Ma come?! Su Internet ho letto di sì!

Oggi la mia home di Facebook si è riempita di post indignati. Veniva condiviso un articolo con la più classica delle didascalie: “VERGOGNA! TUTTI A CASA! CHE SCHIFO!“.

L’articolo in questione è intitolato: “L’Italia cancella l’arte dalle scuole, è definitivo“. Insospettito dalla notizia, ho fatto un po’ di ricerche su Google e ho trovato un unico altro articolo su questa tema, dal titolo “Abolita la Storia dell’Arte in Italia“.

N.B. entrambi gli articoli hanno l’odierna data di pubblicazione, il 05 febbraio 2014.

Ambedue gli articoli sostengono che alcuni giorni fa la Commissione Cultura, Scienze e Istruzione della Camera dei Deputati abbia detto di no al reintegro dell’insegnamento della Storia dell’Arte nelle scuole superiori. Non essendo riportata alcuna fonte – sempre più insospettito – ho deciso di fare un po’ di verifiche.

Oggi la Commissione VII della Camera si è sì riunita, ma non per discutere di questo. Ho cercato se per caso se ne fosse discusso ieri o nei giorni scorsi: niente. Ho cercato allora di fare un po’ di mente locale e di ricordare quando era scoppiato il caso. Mi sono così ricordato che tutto era iniziato lo scorso autunno.

Infatti il Disegno di Legge in materia di istruzione era stato presentato il 12 settembre 2013. In seguito era nata una petizione online, dal suggestivo titolo “Ripristiniamo la Storia dell’Arte nelle scuole” o qualcosa di comunque affine. In Commissione il 31 ottobre era stato presentato un emendamento all’articolo 5 dall’On. Costantino, deputata di Sel, che recita:

tra le discipline scolastiche le cui ore di insegnamento sono state eliminate o ridotte negli ultimi anni in diversi indirizzi delle scuole secondarie superiori, una è particolarmente grave per un Paese come l’Italia: ci si riferisce alla storia dell’arte.

I maltrattamenti alla Storia dell’Arte infatti non sono opera dell’attuale legislatura, ma della precedente (la Berlusconi-Monti). In particolare ci si riferisce alla Riforma Gelmini del 2008 (Decreto Legge 133 e 169/2008), la quale prevedeva il riordino delle scuole superiori.

Come si evince dall’Allegato B, la Storia dell’Arte non è stata abolita. E’ vero – come riportato in uno degli articoli citati – che sono stati aboliti gli istituti d’arte, che nei nuovi licei artistici ne sono state ridotte le ore, che è stata eliminata dai bienni dei licei classici e linguistici e dagli indirizzi di Turismo e Grafica degli Istituti tecnici professionali. Ma dire che la Storia dell’Arte sia stata abolita, usando titoli e toni apocalittici, non solo è falso, ma è anche moralmente scorretto.

In ogni caso l’emendamento della Costantino è stato bocciato, nonostante il parere favorevole (pag. 72) dell’attuale Ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza (che in tutto ciò non ha nulla a che vedere!).

Comunque sia l’emendamento è stato bocciato il 31 ottobre 2013, cioè circa 3 mesi fa.

Con questo DDL non è stata abolita la Storia dell’Arte. E’ stato solo bocciato un emendamento che chiedeva di tornare alla situazione ante Gelmini.

Sono rimasto colpito da un po’ di cose.

Primo. Perché la protesta è infuriata questo autunno ed oggi, a 6 anni dalla riforma Gelmini? E’ vero che all’epoca le proteste furono molte ed anche accese, ma prima di ottobre 2013 io non ho mai sentito parlare di abolizione della Storia dell’Arte nelle scuole superiori. A maggior ragione non vedo che senso abbia farlo oggi.

Secondo. Perché questi articoli sono stati pubblicati oggi? Le risposte che mi sono dato sono state due: o per far riscoppiare il caso, avere tante visualizzazioni e quindi tanti introiti pubblicitari, o per disinformazione.

Terzo. Perché tutto questo catastrofismo, questo millenarismo? La Storia dell’Arte non è stata cancellata da tutte le scuole superiori ma solo in alcune ed in alcune altre è solo stata ridotta.

La mia personale opinione è che la Storia dell’Arte – in Italia, che ne è la madre – sia da studiare in ogni scuola di ogni ordine e grado. Non sto quindi né difendendo la Riforma Gelmini (per carità!) né sputando sul patrimonio patrio.

Sono sinceramente rimasto stupito dai toni usati negli articoli (e nei commenti ad essi):

Cosa sarà della nostra cultura fra 5/6 anni? Chi si ricorderà i nomi delle opere, degli autori, dei quadri e delle sculture, dei monumenti e delle statue. Che generazioni stiamo crescendo?

O, ancora:

Mai più, tra i banchi di scuola, risuoneranno i nomi di Giotto, Leonardo, Michelangelo, Caravaggio, Van Gogh e Picasso. Se sapete chi sono ritenetevi fortunati, i vostri nipoti non potranno dire altrettanto. 

Ok, la strada imboccata non è delle migliori. E’ profondamente sbagliato che non si studi Arte nei bienni del Liceo Linguistico o – soprattutto – del Classico, che si elimino gli istituti d’arte ecc., ma da qui a paventare una catastrofe culturale mi sembra che il passo non sia poi così breve. Si è sempre in tempo ad invertire la rotta.

La fine non è vicina.

L’unica cosa ovvia è che però non si deve proseguire su questa strada: bisogna avere il coraggio di imprimere una svolta e tornare ad investire in cultura e scuola – un binomio che dovrebbe essere inscindibile.

Però fino allora – per favore! – evitate i toni che nemmeno Gioacchino da Fiore usava! Avrete qualche visualizzazione e qualche soldo in più sul vostro blog, ma non è così che si fa informazione, specialmente se si scrive sul web, dove nessuno controlla la veridicità di quanto affermato né si prende la briga – esclusi rari casi – di riportare le fonti.

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