Neil Young, l’anima multiforme del rock

Il 12 novembre 1945 nel centro più popoloso del Canada, Toronto, nasce la leggenda vivente del rock Neil Young. Colpito da bambino dal diabete e dalla poliomielite che lo lascerà leggermente zoppo da una gamba, a 12 anni si trasferisce con la madre (dopo il divorzio dei suoi genitori) in Manitoba, provincia occidentale del Canada. Qui coltiva la sua passione per la musica frequentando diversi club folk e nel 1965 nascono i The Squires: dà così definitivamente avvio alla sua carriera di musicista professionista. L’anno successivo insieme a Rick James fonda i Mynah Birds ma prima di iniziare le registrazioni del loro primo disco, James viene arrestato per renitenza alle armi. Visto sfumato questo progetto, Neil si trasferisce negli Stati Uniti, a Los Angeles, dove costituisce i Buffalo Springfield  insieme a Stephen Stills, Bruce Palmer, Richie Furay e Dewey Martin.

Neil Young | Fonte: bravonline.it

Il gruppo pubblica solo tre album, che però ottengono un grandissimo richiamo ed esercitano una forte influenza sulla scena musicale di allora, in anni in cui il rock sta attraversando una fase di maturazione senza precedenti. I Buffalo Springfield si sciolgono solo due anni dopo la loro nascita a causa di discordie, arresti e dissidi fra i membri, ma i loro lavori restano tutt’oggi pietre miliari del genere, si pensi ai grandi successi For What It’s Worth (da Buffalo Springfield, 1966) o Mr. Soul (Buffalo Springfield Again, 1967); quest’ultima canzone è stata scritta proprio da Neil Young ed è una sorta di cinica confessione. L’ultimo loro album, Last Time Around (1968), contiene tracce registrate l’anno precedente e viene pubblicato esclusivamente per rispettare le clausole del contratto con la casa discografica. Negli anni novanta i Buffalo Springfield sono iscritti nella Rock & Roll Hall of Fame.

«In a while will the smile on my face
Turn to plaster
Stick around while the clown who is sick
Does the trick of disaster
For the race of my head and my face
Is moving much faster
Is it strange I should change
I don’t know, why don’t you ask her»
(Mr. Soul, Buffalo Springfield)

(Tra poco il sorriso sul mio volto
diventerà gesso?
Rimani in zona mentre il clown che è stanco
fa il numero del disastro.
La mia testa e la mia faccia
corrono troppo veloci,
non è strano? Forse dovrei cambiare.
Non so, perché non lo chiedi a lei?)

Buffalo Springfield | Fonte: The Woodstock Whisperer

Da questo momento in poi, Neil intraprende la carriera da solista e il suo primo album, dal titolo omonimo Neil Young (1968), non ottiene un’approvazione unanime, soprattutto a causa di una musica ancora acerba. L’anima younghiana multiforme, infatti, si sta ancora definendo fra influenze country, folk e blues. La sua penna e la sua chitarra, poi, sono instancabili e iperattive e già un anno dopo esce Everybody Knows This Is Nowhere (1969) che contiene le ormai celebri Cinnamon Girl, canzone dai tratti grintosi e quasi nevrastenici, e Down by the river, caratterizzata da un folk più tranquillo.

«Yeah, she could drag me
over the rainbow
send me away
down by the river
I shot my baby
down by the river
dead, oh, shot her dead.»

(Down by the river, Neil Young)

(Sì, mi può trascinare
sull’arcobaleno
può spedirmi via
giù al fiume
ho sparato alla mia ragazza
giù al fiume
l’ho uccisa sparando.)

Nel ’70 intraprende un sodalizio con David Crosby, Stephen Stills e Graham Nash (CSN&Y) con cui pubblica Deja Vu ed esce il suo terzo album solista, After The Gold Rushla cui perla è Southern Man, baluardo antirazzista della musica younghiana in cui Neil è accompagnato da un coro e da musicalità fosche ma energiche.

«I saw cotton
and I saw black
Tall white mansions
and little shacks.
Southern man
when will you
pay them back?
I heard screamin’
and bullwhips cracking
How long? How long?»

(Southern Man, Neil Young)

(Ho visto cotone e ho visto nero
alte ville bianche e piccole baracche
sudista, quando ripagherai tutto?
Ho sentito le urla e lo schioccare della frusta
fino a quando, fino a quando?)

Questi sono i primi successi di Neil Young, già dagli inizi un camaleonte del rock che si muove fra tonalità varie della musica blues, country, psichedelica. Ma a questo punto non ha ancora raggiunto la piena maturità musicale e la sua fama non ha ancora toccato il picco massimo: è del 1972, infatti, l’album che gli darà la consacrazione mondiale a stella del rock, Harvest. Da questo lavoro in poi, la sua musica diventa Storia. Ad oggi Young ha pubblicato 39 album in studio (l’ultimo, Peace Trail, è uscito all’inizio di dicembre) e ha influenzato band e artisti importantissimi come Nirvana, Sonic Youth, Nick Cave e Pearl Jam. Una penna indomabile e un cantautore eccezionale.

 

 

Condividi: