Musica e sport: un’accoppiata vincente, come dimostra la scienza

Sempre più spesso capita di vedere sportivi, amatori e professionisti, indossare cuffiette e immergersi nell’ascolto della propria musica preferita sia nelle fasi preliminari che durante la pratica stessa. In realtà i benefici della musica sulla concentrazione e sui risultati sportivi non nascono solo dal piacere legato all’ascolto di qualcosa di proprio gusto, ma sono ormai ampiamente dimostrati anche a livello scientifico.

Che ascoltare musica faccia bene lo sappiamo un po’ tutti: quante volte ci capita di immergerci nelle nostre canzoni preferite per tirarci su il morale, per rilassarci, per darci la carica o per concentrarci? Tutte queste sensazioni ed emozioni nascono da precisi meccanismi che medici e ricercatori hanno cercato di spiegare in maniera dettagliata e che si rivelano particolarmente efficaci durante attività particolari, come quelle sportive.

Ma quali effetti può avere realmente la musica su chi pratica sport? Le risposte sono molteplici e toccano diversi aspetti, dal miglioramento dei livelli di concentrazione all’incremento delle sensazioni di forza e vigore.

Riduzione dello sforzo e sincronizzazione dei movimenti

Uno dei primi punti sottolineati in letteratura scientifica è proprio quello legato alla capacità della musica di favorire il fenomeno cosiddetto di “dissociazione”: in buona sostanza, l’atleta alle prese con esercizi di sforzo di media e bassa intensità può trovare enormi benefici dall’ascolto musicale, in quanto questo può ridurre sensibilmente la percezione dello sforzo stesso e aiutare a raggiungere intensità maggiori rispetto a quelle normali.

In alcuni casi, la musica può favorire anche una migliore sincronizzazione dei movimenti in specifiche tipologie di sport, come il ciclismo o la corsa, aiutando dunque la performance complessiva. Ciò è dovuta agli elementi ritmici della musica stessa, che permettono di regolare meglio i movimenti e rendere più efficiente l’intera coordinazione all’interno dell’organismo. Tali benefici si possono riscontrare anche in attività più “lente” come lo yoga, in cui è centrale l’utilizzo di suoni delicati e avvolgenti per accompagnare i movimenti legati alle diverse posizioni (asana) da assumere.

La musica come stimolo psicologico e per innalzare la concentrazione

Da non sottovalutare è anche l’effetto che la musica può avere sui processi psicologici ed emotivi, come ansia ed eccitazione. Da questo punto di vista, gli studi sottolineano l’importanza dei suoni per creare motivazione e stimoli nelle fasi immediatamente precedenti alla prestazione, ma anche per calmare l’eventuale agitazione legata al timore di sbagliare. L’aspetto psicologico ed emotivo sembra essere influenzato, in particolare, dal ritmo della canzone: a velocità maggiori corrisponderebbe, infatti, un maggiore stimolo di eccitazione.

La musica è un elemento centrale anche per chi pratica sport e giochi ad alto livello di concentrazione, come il poker a livello agonistico: sono tanti i professionisti di questo sport che si affidano alla musica per migliorare la propria prestazione. Dall’ambient al jazz, dall’hard rock all’elettronica, i pokeristi sembrano non conoscere barriere da questo punto di vista e ognuno di loro riesce a trarre il meglio da un genere o da un altro in base alla propria sensibilità e alla particolare fase di gioco. Gli studiosi sono ormai concordi nell’affermare che la musica aiuta a concentrarsi meglio, non solo nello sport ma anche nello studio e nelle altre attività quotidiane, e, sebbene si ritenga che alcuni generi come la classica e l’ambient possano offrire maggiori benefici da questo punto di vista, in realtà molto dipende dai propri gusti soggettivi.

Come scegliere la musica più adatta alle proprie necessità

La scienza offre parametri precisi per valutare la qualità motivazionale della musica, per esempio attraverso il Brunel Music Rating Inventori, ma la scelta dei brani da ascoltare rimane comunque un aspetto legato alla specifica sensibilità dell’atleta: per quanto possa sembrare “strano”, infatti, c’è chi trova la sua massima concentrazione nella durezza dell’hard rock e chi si carica di energia con sonorità più pacate e rarefatte. L’importante è trovare la propria dimensione perfetta per massimizzare gli effetti benefici della musica sulla mente e sul corpo, ottenendo così i migliori risultati sotto ogni punto di vista, emotivo, di concentrazione e prestazionale.

 

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