Nel Museo dell’erotismo di Parigi

Tra i tanti musei di Parigi, il Museo dell’erotismo offre spunti infiniti sull’argomento, dall’antichità ai nostri giorni.

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Parigi è una città che non scontenterà mai i suoi turisti. Le attrazioni storiche, artistiche e letterarie sono infinite e soddisfano tutti i gusti. Per i più curiosi, il Museo dell’erotismo è una chicca da non perdere. Situato nel cuore di Pigalle – a pochi passi dal Moulin Rouge, tra le vie a luci rosse della città – il museo mette in scena l’arte erotica in tutte le sue forme. Le opere, collezione di Alain Plumey e Joseph Khalifa, provengono infatti da epoche e paesi completamente diversi, coprendo tutti i continenti, dalla preistoria fino alla contemporaneità. Il museo è stato inaugurato nel 1997 in un antico bordello di Montmartre e vanta oggi 10 milioni di visitatori ogni anno.

Nei sette piani che lo compongono possiamo ammirare per esempio brocche antiche, vasi greci e statuette romane, simboli di fertilità e di buon auspicio, oggetti che mostrano una vera e propria venerazione della sessualità. Ci sono poi maschere, statue, amuleti, oggetti che risalgono a un mondo antico ben lontano dal pudore sessuale dei nostri giorni. Non mancano ovviamente le statue africane, indiane o sudamericane, oltre alle stampe giapponesi, portando così i visitatori europei in un mondo nuovo e affascinante.

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Abbiamo poi la sessualità più “quotidiana”, fatta di bizzarri strumenti come sedie dal design particolare oppure oggetti di uso comune in veste più trasgressiva. Molto evocativi sono i modellini di pub e sale in cui si consumano incontri amorosi, con statuine colorate, realistiche e divertenti. Non manca inoltre l’arte profana, a volte blasfema: dipinti di suore dalle gonnelle alzate, statuette di appuntamenti segreti tra monache e monaci, diavoli e giovani fanciulle, oltre a macabri kamasutra composti da teschi e scheletri.

Procedendo, il visitatore trova una sezione dedicata alla fotografia e ai documenti. Le pareti sono tappezzate da fotografie d’epoca, a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, rappresentanti giovani nude o seminude, coperte da un panno. Si tratta di un erotismo non volgare e affascinante, che mostra il corpo umano in tutta la sua sensualità. Le modelle sono soprattutto prostitute parigine immortalate dalla macchina fotografica o dal pennello degli artisti del luogo. A queste foto se ne accostano altre molto più trasgressive, come per esempio quella di un moderno Eros non così innocente.

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Il museo è poi anche multimediale e non tralascia il cinema erotico. Il visitatore può infatti spendere qualche minuto guardando la proiezioni di alcuni video, come Polisson et galipettes, composto da 300 filmati pornografici girati nei primi del Novecento, ovviamente muti e molto lontani dal nostro ideale. Le clip furono girate soprattutto in Francia e dovevano essere mostrate nei bordelli.

I piani alti danno spazio all’arte contemporanea con mostre provvisorie di artisti da tutto il mondo. Qui è possibile ammirare dipinti estremamente realistici o molto astratti, ma in ogni caso ben chiari nel loro messaggio e spesso in vendita. Ci sono poi statue di corpi ammassati uno sull’altro e indefiniti, alcune dai tratti inquietanti, e giochi visivi in cui dietro alle rughe di un volto si possono scovare ragazze seminude. Non mancano numerose vignette divertenti, spesso dissacranti, di artisti contemporanei che hanno interpretato il tema dell’eros in modo del tutto personale. Il tema dell’erotismo nella modernità acquista infatti varie sfaccettature: si va da quadri che ritraggono incontri tra donne o tra uomini alle star del cinema, da statue dirette ma a loro modo romantiche alla rappresentazione delle perversioni più improbabili. All’ultimo piano, un quaderno per lasciare un ricordo, come spesso accade nei musei, diventa un album estremamente artistico e spiritoso, complice la fantasia dei visitatori che, dato il contesto, non ha nessun freno.

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L’unica nota negativa di questo museo è la mancanza di continuità tra un piano e l’altro e di adeguate spiegazioni: un percorso storico o didattico renderebbe la visita non solo divertente e curiosa, ma anche più costruttiva. L’impressione che si ha non è quella di apprendere qualcosa di nuovo sull’erotismo nella storia e nel mondo, ma quella di avere infiniti spunti da approfondire – se si è interessati – per conto proprio. Il museo soddisfa la curiosità, ma insegna poco, con targhette vaghe e delucidazioni spesso assenti. Nonostante questo, i suggerimenti offerti sono affascinanti e difficili da trovare in musei più tradizionali. Parigi è la città dell’amore, tanto da mostrare l’amore in tutte le sue forme.

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