Le sorelle Mitford: quando la nobiltà faceva scandalo

L’immagine di giovani aristocratiche compiacenti, frivole, e particolarmente inadatte al rigore dell’apparenza nobiliare riempie l’immaginario collettivo da secoli. Regine, principesse, addirittura imperatrici e zarine hanno suscitato un’onda di satiriche polemiche da parte di un popolo che le vedeva come belle statuine coronate senza arte né parte. Al giorno d’oggi, queste figure altolocate sembrano essere svanite, tranne qualche raro accenno proveniente dal Regno Unito. Ma solo pochi anni fa, in un’Europa alle soglie del secondo conflitto mondiale, non una, ma ben sei giovani donne hanno dato spettacolo scandalizzando il mondo intero con la loro vivacità, esuberanza e, in alcuni casi, fanatismo politico: le sorelle Mitford. Figlie di David Freeman – Mitford, barone Redesdale, e Sydney Freeman – Mitford, baronessa, le celebri Nancy, Jessica, Deborah, Unity, Diana e Pamela furono fra le prime nobili a lavorare per Vogue e a comparirvi in diversi servizi, oltre ad essere state uno dei più vivaci spiragli letterari sulla vita dell’esiguo residuo dell’aristocrazia.

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Nancy (Londra, 28 novembre 1904 – Versailles, 30 giugno 1974), la maggiore delle sorelle, fu quella più di successo grazie alla pubblicazione di romanzi e biografie, che ebbero un vastissimo successo di pubblico e critica. Dallo stile limpido, chiaro e venato di frivola leggerezza, Nancy Mitford fu scrittrice e testimone delle sue storie, raccontando gli aspetti più nascosti, nonché più interessanti, delle grandi famiglie britanniche, che nell’armadio conservavano più di uno scheletro.

Suo più grande successo fu certamente il romanzo semi – autobiografico Love in a Cold Climate (L’amore in un clima freddo, in Italia edito da Adelphi), dove le vite di bizzarri personaggi si intrecciano fra loro portando a conseguenze ridicole e inaspettate.

Seconda scrittrice di famiglia fu Jessica (Gloucestershire, 11 settembre 1917 – Oakland, 22 luglio 1996), grande sostenitrice e attivista del Partito Comunista Americano, fu una fervente sostenitrice dei diritti civili cui dedicherà il suo più celebre romanzo – inchiesta The American Way of Death, nonché biografa ufficiale della famiglia (Daughters and Hons, Figlie e Ribelli).

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Imprenditrice brillante  fu invece Deborah (Asthall, 31 marzo 1920 – 24 settembre 2014), proprietaria di una grande casa signorile di campagna che adibì a soggiorno di lusso per facoltosi viaggiatori. Diana (Belgravia, 17 giugno 1910 – Parigi, 11 agosto 2003), e Unity (Londra, 8 agosto 1914 – Oban, 28 maggio 1948), furono invece tristemente note per essere delle grandi sostenitrici di Adolf Hitler, leader dell’Unione Britannica dei Fascisti e universalmente considerate come le amanti di Hitler. Pamela Mitford (25 November 1907 – 12 April 1994) fu invece nota per la sua proverbiale bellezza, più marcata e sofisticata di quella delle sorelle.

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Sebbene privilegiate e non di rado ostentatrici spudorate del loro rango, le sorelle Mitford costituiscono un curioso esempio di nobiltà moderna, in cui gli aristocratici giocano il ruolo di pittoresche figure ricche e superficiali, ma pur sempre interessanti e affascinanti, di cui oggi non permane alcun barlume ma che, in un modo o nell’altro, hanno saputo incantare e ammaliare intere generazioni.

 

 

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Mi chiamo Giano Anna Maria, sono nata a Milano il 4 marzo 1993 e sono una studentessa di Lingue e Letterature Straniere presso l'Università degli Studi di Milano. Fin da bambina ho sempre amato la musica, il colore, la forza profonda di ciò che è bello. Crescendo, ho voluto trasformare dei semplici sentimenti infantili in qualcosa di concreto, e ho cercato di far evolvere il semplice piacere in pura passione. Grazie ai libri, ho potuto conoscere mondi sempre nuovi e modi sempre più travolgenti di apprezzare l'arte in tutte le sue forme. E più conoscevo, più amavo questo mondo meraviglioso e potente. Finchè un giorno, la mia vita si trasformò grazie ad un incontro speciale, un incontro che ha reso l'arte il vero scopo della mia esistenza... quello con John Keats. Le sue parole hanno trasformato il mio modo di pensare e mi hanno aiutata a superare molti momenti difficili. Quindi, posso dire che l'arte in tutte le sue espressioni è la ragione per cui mi sveglio ogni mattina, è ciò che guida i miei passi e che motiva le mie scelte. E' il fine a cui ho scelto di dedicare tutti i miei sforzi, ed è il vero amore della mia vita.