La fotografia non ha età:
parola di Tsuneko Sasamoto

«È essenziale rimanere positivi sulla tua vita e non mollare mai».

Reputata una delle prime donne foto-giornaliste giapponesi, Tsuneko Sasamoto nasce il 1° settembre 1914 e, di sicuro, è una delle prime fotografe nipponiche.

La sua avventura inizia all’età di 26 anni, quando la giovane Sasamoto decide di investire tutte le energie nella professione di fotoreporter, diventando un racconto a occhi aperti che dura tuttora: inizia in pieni anni ’40, in un periodo in cui le donne e la professione di fotoreporter erano quantomeno due mondi distanti.

© Tsuneko Sasamoto
© Tsuneko Sasamoto

Le sue fotografie attirano da subito l’attenzione, tra le prime due Guerre; una vera avventura fotografica lunga una vita a documentare la morte e rinascita del Giappone in più riprese. All’età di 97 anni Sasamoto raccoglie il suo lavoro in un libro fotografico intitolato Hyakusai no Finderricco di tutta la sua esperienza.

Hyakusai no Finder © Tsuneko Sasamoto
Hyakusai no Finder © Tsuneko Sasamoto

A 100 anni invece si esprime nella mostra Hyakusai Ten mentre a 101, solo due anni fa, dopo la rottura della mano sinistra e di entrambe le gambe, decide di non fermarsi, anzi di reinventarsi in una nuova sfida: durante la riabilitazione si diletta a fotografare fiori per il progetto intitolato Hana Akari (Flower Glow) come un omaggio ai suoi vecchi amici negli anni scomparsi.

Per la maggior parte della sua vita la signora Sasamoto immortala la Storia che le passa davanti agli occhi, inesorabile e senza sosta. 

Hiroshima after bombing, 1953 © Tsuneko Sasamoto
Hiroshima after bombing, 1953 © Tsuneko Sasamoto

Il suo occhio cattura i momenti e gli sviluppi del Giappone che cambia ogni giorno. Lo fa naturalmente, come una necessità personale e poi condivisa, inconsapevolmente diventando una testimone anche del drammatico cambiamento del paese da un regime totalitario ad una superpotenza economica. Tutto viene testimoniato da bianchi e neri onesti e sinceri, dati dal suo carattere, dal suo camminare e dal suo essere libera all’interno della sua contemporaneità.

Tokyo © Tsuneko Sasamoto
Tokyo © Tsuneko Sasamoto

«Non posso credere che ho vissuto così a lungo, e sto ancora fotografando! […] C’è stato un tempo in cui non volevo continuare a vivere».

Per oltre sette decadi Sasamoto continua a immortalare il cambiamento, diventando essa stessa parte integrante, e portante, della storia giapponese: il Generale Douglas MacArthur e sua moglie Jean nel 1947 durante l’occupazione degli Stati Uniti, un giovane Adolf Hitler in visita in Giappone, i famosi romanzieri giapponesi, poeti e artisti. Nel 1955 tra i politici il suo ritratto di Inejirō Asanuma, del partito socialista, è anche l’ultima fotografia di lui vivo, dato che fu assassinato il giorno successivo; ancora, la cupola di Hiroshima – quella rimasta in piedi dopo l’esplosione atomica -, politici quali i componenti della famiglia imperiale, una gran quantità di artisti. Ha inoltre vinto premi per le immagini che coprivano i fronti di tutte le testate giapponesi.

Oltre a ciò, pochi anni fa, le è stato assegnato un altro lavoro, da svolgere in collettivo con altre fotografe. Le donne affrontano insieme con questo progetto argomenti disparati e studiando l’oppressione e la discriminazione a seguito del sollevamento della questione gender: il gruppo compie una ricerca incentrata sui loro obiettivi e sui loro sogni.

Recentemente queste fotografie sono state esposte in un esibizione chiamata 100 Years 100 Women. Tra i 100 ritratti, alcuni dei suoi preferiti includono Noriko Awaya (1907-1999), una chanteuse nota e popolare, soprannominata la “Regina del Blues”.

© Tsuneko Sasamoto
© Tsuneko Sasamoto

La curiosità innata della signora Sasamoto l’ha sempre spinta a lavorare molto: «Sempre con un po’ di paura, ma sempre curiosa. Come se una cosa non piace, ma voglio vedere lo stesso. Mi sento in dovere di affrontare il mondo e far sapere quello che vedo, voglio solo avere foto da scattare» – dice ancora oggi entusiasta.

Soho Tokutomi, 1957 © Tsuneko Sasamoto
Soho Tokutomi, 1957 © Tsuneko Sasamoto

A quanto pare l’elisir di lunga vita della signora Sasamoto è la curiosità, a prova di paura e incertezza. Un esempio da prendere, oltre che per la sua carriera esemplare sopratutto per questo suo modo di sopravvivere, da sempre, con la passione che più ci rende felici, in questo caso con una macchina fotografica in mano, ma estendibile a qualsiasi contesto.

«Non si dovrebbe mai diventare pigri, bisogna vivere di curiosità».

Solo con questa insaziabile curiosità si può trovare la voglia di affrontare ogni ostacolo, e rendere la propria esperienza come una scatola preziosa e condivisibile. Con l’uso di questa sola parola si può descrivere l’intero repertorio e la filosofia di vita di Tsuneko Sasamoto, che continua a stupirci ogni giorno.

«Per poter andare avanti devi buttarti senza paura, restando sempre lucido, consapevole, te stesso. Questo è quello che voglio che la gente sappia».

Politician Inejiro Asanuma, 1955 © Tsuneko Sasamoto
Politician Inejiro Asanuma, 1955 © Tsuneko Sasamoto

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Fausta Riva nasce in Brianza, il 7 novembre 1990. Da suo nonno prima, e poi da sua madre, la prima impronta alla fotografia. Il suo intento, quello di accostare la visione fotografica a quella geografica, cercando un modo per spiegare il mondo, per capirlo. Fausta Riva nasce sognatrice, esploratrice dell’ordinario. Ama le poesie, ama perdersi e lasciarsi ispirare.