“La colazione dei canottieri”: la joie de vivre di Auguste Renoir

L’opera Le déjeuner des canotiers (La colazione dei canottieri) è un olio su tela di 129,5 x 172,5 cm realizzato da Pierre-Auguste Renoir nel 1880-81 e conservato oggi alla Phillips Collection di Washington. Poco dopo l’acquisto, Duncan Phillips definisce il quadro come «uno dei più grandi dipinti al mondo, un capolavoro di Renoir superiore a qualunque Rubens. È una splendida composizione, la gente verrà da lontano per vederlo». E in effetti è ancora oggi uno dei pezzi più ammirati della collezione e della storia dell’Impressionismo.

Vi sono raffigurate una serie di persone, che si ritrovano per pranzare insieme sulla terrazza di un ristorante. Siamo sulla Senna, probabilmente nel comune di Chatou, in una zona detta La Grenouillère, celebre luogo di ritrovo della borghesia parigina. La terrazza è forse quella della Maison Fournaise, che da subito diviene uno dei locali amati dai pittori impressionisti. Dalla metà del 1870, anche lo stesso Renoir vi fa spesso visita e ne dipinge i volti e gli spazi. La Maison Fournaise infatti accoglieva clienti appartenenti a varie classi sociali, riflettendo il carattere eterogeneo e multiforme della struttura sociale francese della seconda metà del 1800. La scena fissa un momento spensierato di vita contemporanea ricreando l’atmosfera gioiosa e bohémienne di un pomeriggio festoso ai margini di Parigi.

In primo piano, in basso a sinistra, è raffigurata la giovane Aline Charigot con un cucciolo di cane. Aline che lavorava come sarta, ben presto diviene la modella preferita del pittore francese, che se ne innamora, e i due, dieci anni più tardi, il 14 aprile 1890, decidono di sposarsi presso il municipio di Parigi. Grazie ad Aline, il nudo femminile diventa uno tra i soggetti preferiti da Renoir il quale si trovava a ritrarre una giovane modella di straordinaria bellezza, sensuale e voluttuosa, ma allo stesso tempo dotata di una raffinatezza e di una semplicità disarmante. È proprio grazie ad Aline, originaria del dipartimento dell’Aube, che Renoir scopre il piccolo villaggio d’Essoyes: per 25 anni, Auguste ed Aline trascorrono qui il periodo estivo, dove il pittore si fa costruire un atelier, dal quale usciranno alcune delle sue opere più famose.

Accanto ad Aline, appoggiato alla ringhiera, è ritratto Alphonse Fournaise Jr., figlio del proprietario del locale, nonché responsabile ed addetto del noleggio-barche. Alphonse è raffigurato con vigorose braccia tornite, spalle e torace virili, ed indossa il classico cappello di paglia dei canottieri. Sempre appoggiata alla ringhiera, è ritratta pure la sorella di Alphonse, Alphonsine Fournaise: Renoir aveva già ritratto Alphonsine in altre occasioni ed in quest’opera la raffigura come una donna spensierata e sorridente, che sta incrociando lo sguardo con un uomo ritratto di spalle, presumibilmente il barone Raoul Barbier.

Alle spalle di Alphonsine invece, sono presenti due figure maschili: si tratta probabilmente di Charles Ephrussi e Jules Laforgue. Ephrussi, ritratto di spalle con un elegante cilindro nero, è di origini russe e proviene da una ricca famiglia di banchieri ebrei. Approdato a Parigi intorno al 1871, fin da giovane aveva la passione per il collezionismo di stampe giapponesi, alla quale si aggiunge presto l’interesse per la moderna pittura impressionista: è proprio per questo motivo che inizia a frequentare gli atelier dei pittori del tempo, come Sisley, Pissarro, Degas, Manet e Monet, dai quali spesso acquistava tele ed opere. Ephrussi è anche uno scrittore ed un critico d’arte, autore di saggi e proprietario de La Gazette des Beaux-Arts. Alla testata giornalistica collaborava anche l’intellettuale poeta Jules Laforgue che nell’opera di Renoir è ritratto in abbigliamento sportivo. Al centro del quadro, seduta ad un tavolino, è l’attrice Ellen Andrée, ritratta anche da Degas nel famoso dipinto L’Assenzio. Seduto accanto a lei c’è uomo, del quale però si scorge solamente una piccola porzione di profilo. L’angolo in basso a destra è occupato da un gruppo di tre persone: si tratta quasi sicuramente dell’attrice Angèle Legault, del giornalista italiano Antonio Maggiolo e del pittore Gustave Caillebotte. Dell’identità del trio che occupa la parte superiore si possono fare solo poche supposizioni.

Realizzato pochi anni dopo il Moulin de la Galette ne rappresenta per alcuni versi una variazione sul tema. Rispetto a questo, l’individuazione dei singoli personaggi è più netta, i colori più vivaci e la struttura compositiva più chiara con gli effetti en plein air più accentuati. La scena evoca molto bene lo stato d’animo dei personaggi e l’atmosfera conviviale della conversazione e dell’ambiente in cui sono inseriti. Gli atteggiamenti e la naturalezza dei gesti nascono dall’abilità del pittore nella rappresentazione della figura umana in ambiente esterno. Il senso di animazione della scena è reso dall’uso sapiente della prospettiva e dalla disposizione in piani delle figure, sfumate con funzionali rapporti cromatici. Pieno di figure, il dipinto è da un lato una composizione d’insieme e dall’altro uno studio delle singole forme, accuratamente strutturate: rappresenta i primi segni del superamento del linguaggio impressionista da parte di Renoir, volto a un recupero della solidità delle forme e dei contorni, prima dissolti nel colore.

 

 

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