“Io, Agamennone” di
Giulio Guidorizzi

Agamennone

Tuffiamoci nel mondo di Omero, grazie a un reporter d’eccezione: l’Atride Agamennone, glorioso comandante degli Achei, fratello di quel Menelao a cui il bel troiano Paride rapì la moglie. E fu la guerra più famosa di sempre, con il decennale assedio di Troia. Si legge d’un fiato Io, Agamennone di Giulio Guidorizzi, professore di letteratura greca e antropologia del mondo antico presso l’Università di Torino: non un saggio per specialisti, ma l’invito ad abbandonarsi al fascino antico delle storie, rivolto a lettori di ogni età.

I nove capitoli recano nel titolo una parola greca (mythos, timè, eros, dolos, nostos…) e sono altrettanti tasselli nella vita del capo greco, che racconta il suo mondo, civiltà della guerra in cui l’onore è sublimazione di ogni altra virtù. Ed ecco il clangore di bronzo e i fiumi di sangue degli scontri, il furore omicida e la pietà, la forza sconvolgente di eros e l’amicizia, la sfera della morte e del sogno, l’ineluttabilità del fato.

Dalle pagine riemergono freschi ritratti di eroi ed eventi tratti soprattutto dall’Iliade: la precisione filologica incontra una scrittura lucida e netta, che toglie ai tempi remoti la patina di polvere millenaria per lasciare spazio a monologhi, dialoghi e pennellate liriche, sul discrimine magico fra storia e leggenda.

Tutto prende l’avvio da quel “viso imprigionato nell’oro”, maschera funebre che ancora oggi ci guarda misteriosa da una teca del museo archeologico di Atene. Cosa si può leggere dietro l’enigma di quei tratti regali e altezzosi? Chi era Agamennone, soltanto l’inflessibile esecutore di una Realpolitik bellicista a cui ci ha abituati la tradizione? Lo riscopriamo fratello affettuoso, comandante responsabile dei suoi uomini, dubbioso e dolente.

La narrazione comincia a dipanarsi dal lontano antenato, quel Pelope che corse a Olimpia per conquistare l’amata Ippodamia (e in suo onore, si dice, furono fondate le Olimpiadi), ma questa love story diventerà l’origine di odi, violenze, sangue e atrocità. Un cupo destino grava sull’Atride. Lo sa bene Cassandra, la profetessa troiana sua preda di guerra. Al ritorno, varcheranno insieme la Porta dei Leoni di Micene, per cadere poco dopo sotto la scure vendicatrice di Clitemnestra. L’Epilogo fulminante ricorda l’incontro nell’Ade con Ulisse, quando l’ombra di Agamennone, eccezionale testimone oculare del proprio assassinio, così si narrava: “Non sono perito nel mare in un naufragio con i compagni, né in battaglia: a uccidermi è stata la sposa crudele…”.

Un grande personaggio da riscoprire.

Giulio Guidorizzi, Io, Agamennone. Gli eroi di Omero
Einaudi
198 p.
prezzo di copertina 14,00€

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Grecia e teatro riempiono la mia vita e i miei studi. Sono spazi fisici e dell'anima dove amo sempre tornare.