Intervista a Marco Galli,
il fotografo dei gatti

«L’osservazione, i colori, le forme ed il loro movimento. I piaceri della vita sono offerti sotto varie forme, ma ciò che più mi emoziona è ciò che i miei occhi possono raccontarmi».

Marco Galli

Ultima CatCena
Ultima CatCena

È con questa versione decisamente felina dell’Ultima cena di Leonardo da Vinci che vogliamo presentarvi un fotografo che della pet photography, e in special modo della cat photography – se ci passate il termine – ha fatto una vera e propria missione.

Mirò, Cento, Doraemon, Poldo, Malelo, Velo sono soltanto alcuni dei protagonisti degli scatti di Marco Galli, non a caso definito il fotografo dei gatti.

Con più di 40.000 like sulla sua pagina facebook, creata nel 2013 e da pochi mesi su Instagram con più di 20.000 Follower, Marco è diventato un punto fermo per i gattofili che lo seguono e aspettano la pubblicazione delle nuove splendide immagini che immortalano, di volta in volta, uno sguardo magnetico, un’espressione buffa, un momento di gioco o di relax.

Gatto Cesar © Marco Galli

Grazie Marco per la tua disponibilità all’intervista. La prima domanda forse è un po’ ovvia: è nata prima la passione per il mondo felino o per la fotografia?

Grazie a voi per avermi dedicato il vostro tempo. Credo che entrambe le porto con me fin dalla nascita. Diciamo che in fotografia mi sono espresso un pochino più tardi, ma solo perché è stato il punto d’arrivo della mia passione per l’arte figurativa. Sono passato per la pittura, scultura e in ultimo ho deciso di cimentarmi con il fantastico mondo della fotografia.

Quali sono stati i passi che ti hanno portato a diventare il “fotografo dei gatti”?

Avendo cinque presenze a quattrozampe che girano per casa, agli esordi con la reflex in mano, la sperimentazione era dedicata ad un univoco soggetto. In poco tempo, mi trovai con un notevole repertorio che spesso pubblicavo in Facebook. Quando venni chiamato dall’ENPA di Monza per una collaborazione, iniziai a credere che si poteva imbastire un progetto più dettagliato. Decisi quindi di raccogliere i miei scatti in una pagina Facebook. Il seguito che ha avuto è stato tanto consistente, a livello di consensi, quanto inaspettato. Da lì, non ho mai smesso di raffinare la tecnica e di appassionarmi sempre di più ad una forma d’arte che trovo si sposi perfettamente con i miei talenti e la mia voglia di comunicare con il pubblico.

 

Marco Galli con Gatto Cento. Foto di Stefania Battarino
Marco Galli con Gatto Cento. Foto di Stefania Battarino

Non fotografi soltanto i tuoi gatti “di casa”. Spesso e volentieri, frequenti colonie e gattili. Perché questa scelta e quali sono le differenze tra l’approcciarsi a un soggetto ben conosciuto e ad un altro che ti vede per la prima volta?

L’idea è di raccontare la realtà dei gatti a 360 gradi. Non trovo ci siano molte differenze tra gatti di casa, di colonia o gattile. Le differenze emergono da gatto in gatto, ognuno di essi interpreta il momento a modo proprio. A prescindere dal rapporto preesistente, bisogna trovare una scusa per farsi notare, entrare in comunicazione e fare della fotografia un motivo d’interesse per i soggetti scelti. Qualche differenza c’è nella fotografia fatta in studio. Il gatto viene messo su un tavolo da posa e sono gli assistenti a rapportarsi con lui. Io penso semplicemente a regolare le luci, i parametri della reflex e quindi scattare. Mi limito a dare indicazioni sulla foto che voglio fare, profilo, primo piano o attimi del gioco e Stefania, che spesso mi assiste, è molto brava a mettere il gatto nella condizione che desidero.

Mamma Beatrice di Gattolandia © Marco Galli
Mamma Beatrice di Gattolandia © Marco Galli

Riguardo alla tecnica di scatto, come procedi? Quanto tempo, pazienza e tentativi ci vogliono per arrivare alla fotografia perfetta?

Lo studio della tecnica è la base per esprimere qualsiasi tipo di talento, ma la foto perfetta va oltre. Ispirazione; l’attimo per premere il pulsante di scatto “viene offerto” e va colto leggendo le proprie emozioni.

Ci sono delle inquadrature o prospettive più giuste per la fotografia di animali rispetto ad altri generi?

Credo che in arte non ci siano regole. Ho comunque studiato varie peculiarità con le quali faccio fronte a questo tipo di fotografia. Ciò mi permette di ottenere il risultato che desidero ma non escludo che altri possano stravolgere le metriche da me usate ed ottenere un prodotto altrettanto valido.

Gatto Poldo © Marco Galli
Gatto Poldo © Marco Galli

Prediligi le foto in studio o con il soggetto nel suo ambiente naturale?

In realtà sono affascinato in egual misura da entrambe le situazioni. La gestione delle condizioni ambientali che si ha in studio, porta spesso ad un risultato impeccabile dal punto di vista tecnico. La fotografia fatta durante il normale svolgimento della vita degli amati felini, offre spunti che possono dirsi perfetti per la stessa perfezione con la quale la natura si offre a noi.

C’è una fotografia a cui tieni particolarmente?

L’ultima che ho fatto, fino alla prossima che farò.

Gatto Mirò © Marco Galli
Gatto Mirò © Marco Galli

Non sei presente solo sui social network. Il tuo sito è nato anche come progetto benefico verso gli animali meno fortunati. In che cosa consiste?

La beneficenza è una necessità per lo sviluppo dell’anima. Un segno d’abbondanza che insegna ai nostri cuori ad interpretare l’esistenza con i giusti criteri. Abbondanza appunto; l’Universo ha messo a disposizione frutti che bastano per la sopravvivenza di tutti, e cercare di equilibrare le risorse fa riscoprire la benevola intenzione che la natura ha installato nelle nostre Anime. 

 

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Grafica pubblicitaria da 20 anni per un incidente di percorso, illustratrice autodidatta, malata di fotografia, infima microstocker, maniaca compulsiva della scrittura. Sta cercando ancora di capire quale cosa le riesca peggio. Ama la cultura e l'arte in tutte le sue forme e tenta continuamente di contagiare il prossimo con questa follia.