Il valore delle cose. Ronaldo vale più di un capolavoro di Leonardo?

Il calcio è lo sport più seguito del pianeta e di conseguenza i calciatori sono gli sportivi più pagati al mondo. I loro guadagni hanno raggiunto cifre stratosferiche, Lionel Messi arriva a circa 115 milioni di ricavi annuali tra ingaggio, sponsor e premi. Secondo una recente classifica stilata da Forbes, la cifra di 100 milioni di euro all’anno è raggiunta solo da Neymar e Cristiano Ronaldo. Proprio l’arrivo del portoghese alla Juventus ha fatto storcere il naso a molti. Per la prima volta, nel bel paese, un trasferimento è arrivato a costare la bellezza di quasi 400 milioni di euro tra ingaggio, prezzo del cartellino, contributo di solidarietà, oneri e accessori.

Una cifra del genere, pochi mesi prima, era stata sborsata per l’opera di Leonardo da Vinci, il Salvador Mundi. Un principe saudita ha pagato la casa d’aste Christie’s circa 380 milioni di euro per il capolavoro del rinascimento, nuovo record per un pezzo d’arte. In passato erano stati pagati circa 240 milioni per Nafea Faa Ipoipo di Paul Gauguin e poco meno per Interchange di Willem de Kooning. Ciò non ha mai scandalizzato troppo, perché opere del genere sono considerate dei capolavori inestimabili, pezzi unici, frutto del genio ma anche del vissuto artistico ed emozionale di uomini dotati di un talento unico. Chi non vorrebbe esporre in salotto Les Femme d’Alger di Pablo Picasso o Nu couché di Amedeo Modigliani se disponesse di 130 milioni di euro da spendere? Si sa che i milionari amano l’arte e sono disposti a pagare cifre esorbitanti per i loro capricci.

Invece, scandalizza quando le società di calcio spendono cifre folli ma se esse sono disposte a spendere così tanto è perché sono certe che, grazie alla presenza di questi idoli, si assicureranno un aumento di introiti pari a 2 o 3 volte la spesa sostenuta. C’è da considerare che l’arrivo in Italia di un campionecome Ronaldo attira nuovi sponsor, diritti tv, vendite di merchandising, fa aumentare gli abbonamenti e i biglietti venduti e ciò non vale solo per la squadra in cui gioca ma per tutto il campionato, le televisioni italiane, i giornali sportivi

e i bookmaker potranno aumentare le loro offerte all’aumentare della domanda. Una spirale d’investimenti e ricavi di cui gli atleti sono la scintilla, perché senza di loro non ci sarebbe lo spettacolo per cui milioni di tifosi pagano. Per questo il Barcellona ha speso 123 milioni di euro per Antoine Griezmann, mentre il Paris Saint-Germain ha sborsato 222 milioni per Neymar. Possiamo dire che ciò non sia giusto? Tali cifre vengono considerate il loro valore di mercato, e si sa che il mercato non segue nessuna morale.

Il nocciolo della questione potrebbe essere il giudizio etico, ma seguire i principi etici costa sacrificio. Chi non approva ciò se ne dovrebbe restare fuori: niente sciarpa e maglietta, niente abbonamento in curva ne pay tv, chi invece sceglie di seguire lo sport deve accettare che esso sia anche un business.

Alla fine mentre si guarda un dribbling di Messi, una rovesciata di Ronaldo, una schiacciata di LeBron James o un rovescio di Federer, il denaro non conta… Ciò che rimane è un emozione.

 

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