daft punk all'epoca di Homework

“Homework”: l’inizio di una rivoluzione chiamata Daft Punk

Sono passate due decadi dall’uscita di Homework. Vent’anni esatti da quel 20 gennaio 1997 in cui una fresca rivoluzione chiamata Daft Punk ha bussato per la prima volta alle orecchie del mondo intero, dando uno scossone al presente e al futuro della musica dance, house, pop ed elettronica.

homework copertina

L’album di debutto del duo francese composto da Thomas Bangaltier e Guy-Manuel de Homen-Christo ha portato fuori dai confini nazionali la french touch, la musica di una Parigi che sudava nelle discothèques e nei magazzini, nelle banlieues e a Montmartre, su ritmi techno che pompavano da metri di casse o da un ghetto blaster. Una musica importata dall’America ma che in Francia veniva modellata in qualcosa di più elegante ed elaborato, mischiando basi aggressive a sonorità più melodiche riprese soprattutto dalla disco music anni ’70 e dal funk.

Per quanto possa sembrare incredibile, le tracce di Homework sono state composte interamente nella cameretta di Thomas. E parliamo di un disco che contiene una hit dietro l’altra. La freschissima Revolution 909; la selvaggia e martellante Rollin’ e Scratchin’, con i suoi fischi, graffi e altri stilosissimi rumoracci; l’ipnotica Da Funk, che, come suggerisce il nome, trasuda groove da ogni poro, pur essendo composta per la maggior parte da due “semplici” riff in loop, che compaiono uno dopo l’altro per poi sovrapporsi.

daft punk all'epoca di Homework
I Daft Punk in una rara foto prima di diventare robot
fonte: wideawakegentile.wordpress.com

Ma il vero successo di Homework è arrivato sulle note di Around the World, il pezzo dance per eccellenza, che, con le sue sonorità provenienti da un’altra galassia, una linea di basso minimalista al sapore di Another One Bites the Dust e le sue tre parole ripetute all’infinito è effettivamente riuscito a fare il giro del mondo, scalando classifica dopo classifica (in Italia il singolo si piazzò al primo posto nella hit parade).

E se la canzone è una delle più iconiche di tutta la musica elettronica, lo stesso si può dire del videoclip che l’accompagna, diretto dal regista Michel Gondry. Mummie, ballerine di nuoto sincronizzato, scheletri e alieni danzano tutti insieme, ognuno con il suo stile, intorno e dentro a un cerchio nero che simboleggia un disco in vinile, il tutto in un’affascinante atmosfera low budget (tanto per fare un esempio, gli alieni hanno in testa dei caschi da moto con attaccate due antenne). Forse questo caleidoscopio di colori e personaggi è un rimando alle molteplici influenze che hanno ispirato Thomas e Guy-Manuel. Forse invece è una metafora di quanto la musica sia un collante sociale e di come il giusto beat possa contagiare chiunque.
Oppure è semplicemente un prodotto della loro fantasia.

video di around the world_homework

Homework ha segnato l’inizio della storia dei Daft Punk, un duo che sa comunicare la più pura essenza della musica nella sua forma più vera e diretta. Sono un paradosso, un ossimoro, producono musica digitale che parla al battito cardiaco attraverso le onde sonore, interpreta le emozioni umane e le trasmette in codice binario. I loro ritmi chiedono al cuore di pompare il sangue in 4/4 e alle onde cerebrali di ballare, in un vortice sincronizzato al quale non si può resistere.

 

 

 

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