Escursioni sui vulcani, tra rischio e meraviglia

C’è tutto un filone di esplorazione montuosa che rientra tra gite non convenzionali. Sono le escursioni sui vulcani, alture che chiamano a una scalata vertiginosa e in bilico sul rischio. È affascinante il percorso tortuoso che si arrampica su fiumi ribollenti di lava, che molto o poco spesso, o ormai da tanto, spurgano all’aria.

Vesuvio, Etna, Vulcano, Stromboli sono i più suggestivi e i più conosciuti. La salita al cratere del Vesuvio è a pagamento e chioschi e chioschetti hanno colto l’opportunità di guadagni facili accampandosi sulle sue pendici fin quasi al cratere. L’area circostante pullula di edifici ma tutto intorno sono sparpagliati colate di lava delle eruzioni più recenti. Molti residui più a valle risalgono all’eruzione del 1858. Si è spalmata su un arco temporale di due anni con emissioni sparpagliate di colate di lava lungo il fianco est del Colle dei Canteroni. Qui sul colle sta il rosso Osservatorio Vesuviano, ben calato nell’ambientazione, sede di un museo di vulcanologia e della biblioteca storica dell’osservatorio, normalmente non aperto al pubblico. Con il procedere della fatica verso l’alto ci si imbatte in Coutrel, la Bocca del Francese, titolata a colui che vi cadde nel 1920. L’attuale cratere è invece frutto dell’esplosione del 1944. Quando il freddo è pungente i vapori condensano e appaiono le fumarole in molti punti della parte interna del cratere. Dalla cima, se si passa lo sguardo verso sud, la vista si può aggrappare al Golfo di Napoli, dalla penisola sorrentina e Capri fino a Capo Miseno, Procida e Ischia.

vulcani
Vesuvio. Fonte: www.huffingtonpost.it

L’ascesa sul vulcano di Stromboli, nelle Eolie, è un dislivello di 900 metri, ostico per chi non è avvezzo alle scarpinate. La strada è scavata di gradini ripidi e a tratti coperti di sabbia e ceneri vulcaniche. Tra i sentieri che si inerpicano verso l’alto c’è quello della Sciara del fuoco, di libero accesso e che raggiunge i 400 metri. Si passa in pancia al villaggio di Stromboli, assaggiando un po’ di sicilianità contaminata dal turismo. Poi si arriva in quota, e se si è fortunati si può assistere allo scoppiettare di piccole esplosioni, e a un tramonto rosso, a picco sul mare. Un’alternativa a questa via di ascesa è il sentiero versante Ginostra, tosto, ma con un panorama che taglia il respiro. L’escursione necessita di guida vulcanologica ed è organizzata solo su richiesta e per gruppi precostituiti. Il sentiero si stacca da Ginostra, piccolo borgo raggiungibile solo via mare. A schiena china sotto un sole battente, da terra si raccolgono sprazzi di piante di ginestre.

vulcani
Stromboli. Fonte: www.centrometeoitaliano.it

Vulcano, battezzata sull’ispirazione del dio romano Vulcanus, è in stato di quiescenza, ma puntellato da sporadiche fumarole, sorgenti termali e fanghi. Oggi indolente, un tempo era una fucina iperattiva: vi aveva sede la febbricitante attività del dio Efesto, dio del fuoco. Il sentiero che si inerpica sul Gran Cratere parte in un punto poco distante da Levante, principale porto dell’isola. Il fondo nero scricchiola sotto i piedi, in un intorno di ginestre e massi vulcanici. Salendo di quota sbucano alla vista Alicudi, Filicudi e Salina, e poi il panorama si dilata, ad abbracciare tutte e sette le isole e la penisola di Vulcanello. Dando le spalle al settentrione sono l’Etna e la Sicilia a scavare la vista. L’ultima eruzione è stata nel 1890. Il terreno è striato di giallo, ocra e rosso, viraggi dovuti allo zolfo delle fumarole.

vulcani
Vulcano. Fonte: www.bergamopost.it

L’Etna è il vulcano più alto d’Europa (3330 m) ed è attivo da tempi immemori. I suoi fianchi sono puntinati di crateri avventizi, raggruppati in oltre 260 sistemi eruttivi. Il vulcano è un puzzle di diversi ambienti naturali, e la sua base è disegnata dalla linea del mare e da tre fiumi sui restanti lati. Il sentiero delle Gole si affaccia dall’alto su moltissime strette gole scavate dai fiumi su terreno lavico. Le gole dell’Alcantara, insieme al parco botanico sono la crema di Terralcantara.

vulcani
Etna. Fonte: it.wikipedia.org

Si ha in bocca un sapore strano a stare su terre intrise di zolfo, c’è un brivido che corre dritto, lungo gli arti e lungo la schiena, a far scricchiolare sassi di fuoco lontano, sotto le suole.

 

Articoli correlati

Condividi:

Nata a Brescia nel 1993. Laureata in lettere moderne indirizzo arti all'Università di Bergamo, dopo un anno trascorso in Erasmus a Parigi. Appassionata di fotografia, cinema, teatro e arte contemporanea.