Elisa e il suo “On Tour”:
il concerto di Torino

È una delle artiste più eclettiche nel panorama musicale, «la più internazionale» secondo Zucchero Fornaciari, che la volle sul palco del Madison Square Garden Theater insieme a tanti ospiti e star durante il tour americano del 2014. A pochi mesi dall’uscita di On, il suo nono album in studio, il primo che segna il suo ritorno alla lingua inglese dopo la pubblicazione di L’anima vola, Elisa affronta il tour promozionale che la porterà in giro per Italia e nel Regno Unito/Irlanda il prossimo febbraio.

Dopo la data zero dell’On Tour a Jesolo e i concerti di Firenze e Livorno, è la volta di Torino, al Pala Alpitour, il 14 novembre scorso.

Elisa è accompagnata dalla band composta da suo marito Andrea Rigonat alla chitarra, Curt Schneider al basso, Victor Indrizzo alla batteria, Cristian Rigano alle tastiere, e dalle coriste americane Jessica Childress e Sharlotte Gibson.

L’opening act doveva essere affidato a Ermal Meta, così come per la tappa di Genova del 15 novembre, ma un malessere del cantautore di origini albanesi gli ha impedito di partecipare in entrambe le date. Tantomeno ci sono state comparsate di ospiti illustri, come invece successo a Firenze, dove ha duettato con Renato Zero cantando Cercami.

La scenografia a inizio spettacolo è d’effetto tra luci e video: il tema è circolare, tre megaschermi rotondi sopra il palco, anch’esso arcuato verso il pubblico, dove è calato un drappo trasparente su cui vengono proiettati dei ballerini virtuali.

Foto di Raffy F.
Foto di Raffy F.

Sonorità fuori dall’ordinario aprono il concerto: Elisa è al centro del palco e comincia a suonare un handpan, poi il flauto traverso, per Bad habits, primo brano estratto da On, stile ballad. Seconda canzone No hero, il singolo dal sound potente che è balzato ai vertici delle classifiche e il cui video ha già raggiunto su Youtube i 26 milioni di visualizzazioni.

Catch the light, decisamente visionario nel testo, è seguito da Ready now, brano più elettronico. Si ritorna al passato con Stay, canzone del 2006 dedicata a suo padre.

Parentesi di brani tutti italiani che comincia con Bruciare per te, altra ballad appartenente all’ultimo album, scritta durante il periodo in cui Elisa era coach nella trasmissione Amici. L’anima vola, title track dell’album del 2013 pubblicato interamente in italiano, disco d’oro dopo 3 settimane dalla sua uscita. Eppure sentire (un senso di te) del 2007, Qualcosa che non c’è del 2006, uno dei brani più personali ed intimisti della cantautrice.

Ritorno alla lingua preferita di Elisa, con The window, presente nel terzo album di Elisa del 2001 Then Comes the Sun, cantato e suonato con la chitarra insieme al marito Andrea Rigonat, seduti a bordo palco. Per Broken, si aggiungono altre tre chitarre, con gli altri musicisti seduti di fianco a loro in uno dei momenti più emozionanti di tutto il concerto.

Foto di Raffy F.
Foto di Raffy F.

Struggente poi Ti vorrei sollevare, inserito in Heart del 2009, dove nel disco duetta con Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. Omaggio a Mia Martini con un’intensa Almeno tu nell’universo.

Heaven out of hell è ancora un brano estratto da Then Comes the Sun del 2001, e apparso nella colonna sonora del film Casomai con Fabio Volo e Stefania Rocca. È poi la volta di Luce (Tramonti a nordest), successo indiscusso, vincitrice della 51ª edizione del Festival di Sanremo del 2001, prima canzone pubblicata in italiano da Elisa, scritta in collaborazione con Zucchero.

A modo tuo è la ninna nanna scritta da Luciano Ligabue per la figlia Linda, interpretata e pubblicata da Elisa in L’anima vola. Si torna indietro nel tempo con un’altra dolcissima ballad, Yashal – nome che in lingua navajo significa “Evviva la vita” –, contenuta in Lotus, il quarto album del 2003, da lei definito il «più concettuale».

Non poteva mancare una versione da brividi di Hallelujah di Leonard Cohen, cover realizzata per Lotus, ma che a una settimana di distanza dalla morte del cantautore canadese acquista tutto un altro significato e accentua l’emozione nell’ascoltarla, nel totale silenzio del Pala Alpitour.

Foto di Raffy F.
Foto di Raffy F.

Seconda parte decisamente più ritmata, iniziando da Love me forever, con un sound tipico degli anni ’60, secondo singolo estratto da On ma scritto da Elisa quando aveva appena 14 anni. Ancora da On con il brano Peter Pan, che ci porta a sonorità in salsa pop anni ’80. Anticipata da un interludio strumentale molto elettronico, ecco Together, singolo promozionale del 2004 contenuto in Pearl Days.
Più dolce Rainbow, la canzone dedicata alla sua migliore amica, pubblicata in Then Comes the Sun.

Foto di Raffy F.
Foto di Raffy F.

Primo brano per la parte finale è With the hurt, che appartiene ancora all’ultimo album On, incentrato sull’eterno conflitto tra genitori e figli. Gli ostacoli del cuore, attesa e accolta con entusiasmo dal pubblico, scritta da Ligabue per Elisa, primo singolo estratto da Soundtrack ’96-’06. La chiusura del concerto è affidata all’energica Cure me del 1998, inserita in Pipes & Flowers del 1998.

Foto di Raffy F.
Foto di Raffy F.

Nessuna sbavatura, la padronanza assoluta della voce, la voglia di ballare sul palco con la libertà di essere finalmente se stessa, la continua ricerca del contatto col suo pubblico, che coinvolge più volte lasciando il microfono tutto per lui e i suoi cori. Elisa canta e incanta, balla e si muove con naturalezza sul palco. Le canzoni del nuovo album sono vitali, dinamiche, sono “ON”: accese e connesse, esattamente come lei.

 

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Grafica pubblicitaria da 20 anni per un incidente di percorso, illustratrice autodidatta, malata di fotografia, infima microstocker, maniaca compulsiva della scrittura. Sta cercando ancora di capire quale cosa le riesca peggio. Ama la cultura e l'arte in tutte le sue forme e tenta continuamente di contagiare il prossimo con questa follia.