“Composizione” di Piet Mondrian: la purezza delle forme tra arte e matematica

La Composizione n. 1 con grigio e rosso 1938 / Composizione con rosso 1939 realizzata tra il 1938 e il 1939 dall’artista olandese Piet Mondrian (Amersfoort, 7 marzo 1872 – New York, 1º febbraio 1944) è conservata attualmente presso la Peggy Guggenheim Collection di Venezia. La perfezione formale di questa tela conferisce all’opera un fascino travolgente e allo stesso tempo armonizzante che cattura lo sguardo dello spettatore, trascinandolo in un mistico stato di contemplazione. La stessa giovane Guggenheim rimase immediatamente sbalordita da questa tela già nel 1938, quando conobbe per la prima volta Mondrian a Londra.

Piet Mondrian fu uno dei principali punti di riferimento della cerchia degli artisti avanguardisti che costellarono la leggendaria vita di Peggy. Numerosi sono gli aneddoti che caratterizzano il loro singolare rapporto di amicizia, come ci racconta la stessa ereditiera nella sua autobiografia Out of this century. Infatti, nonostante Mondrian all’epoca avesse più di 70 anni amava molto ballare, ascoltare la musica jazz e frequentare gli eventi e le feste più mondane. Fu proprio lui, inoltre, a presentare alla giovane Guggenheim Jackson Pollock, giovane esponente e iniziatore del Dripping, tecnica pittorica innovativa dell’action painting che consiste nel far letteralmente “sgocciolare” dal pennello il colore sulla tela. Nonostante il suo pessimo carattere e i gravi problemi di alcolismo, Pollock si rivelerà per lei una delle scommesse più importanti.

Tornando alla tela, in questa composizione emergono chiaramente i principi del neoplasticismo, meglio conosciuto come De Stijl (Lo stile), movimento artistico appartenente al filone dell’astrattismo geometrico fondato insieme all’architetto e pittore olandese Theo van Doesburg. Tutto ciò che è superfluo viene eliminato, restano esclusivamente i colori primari e le linee verticali e orizzontali. Dal 1914 Mondrian abbandonerà del tutto l’uso di linee diagonali.

L’arte di Mondrian è unica in quanto va oltre la semplice rappresentazione pittorica, sintetizza una nuova concezione di realismo legata alla matematica e alla filosofia platonica, dove le verità universali che sottendono la natura appaiono ora nel campo del visibile così come sono realmente, prive delle corruzioni del mondo materiale.

L’apparente sbilanciamento nella disposizione delle forme sembra suggerire una maggior leggerezza a destra, dove predominano le linee verticali, e una pesantezza a sinistra, dove, invece, ritroviamo le linee orizzontali. La distribuzione non è omogenea, ci appare quasi come “pendente”, se non fosse per quella piccola e significativa area di colore rosso magenta che letteralmente àncora il quadro e ne stabilizza l’intera struttura. Lo spirito con cui Mondrian dipinge rappresenta un vero e proprio teorema matematico che rispetta rigorosamente i principi fondanti di equilibrio formale e ritmo tra le forme.

 

 

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Nata a Verona 19 anni fa, ancorata alle sue radici marchigiane, in sintonia con il sentire del conterraneo Giacomo Leopardi. Affetta da sempre dalla sindrome dell'ebreo errante di Kafka e Chagall, vive a Venezia e studia Conservazione dei Beni Culturali, in fuga da un Liceo (troppo) scientifico. Fa la pace con il mondo quando va a cavallo e quando disquisisce con il suo cane.