Amor che nasce, amor che muore

I moti dell’amore, da sempre tematica centrale nella rappresentazione artistica, sono una variazione di sfumature e di sensi che si alterano come una scala cromatica o un’armonia di suoni. Dall’amore nascente sino alla fine di un’unione, i soggetti amorosi sono tra i prediletti di artisti, scrittori, compositori, i quali, attraverso il loro talento, hanno tentato di cogliere i sottili mutamenti del cuore.

La tradizione della rappresentazione romantica è estremamente  vasta, e al tempo stesso mai ripetitiva e mai immersa nell’archetipica immagine di sguardi sfuggenti e abbracci languidi. Vi è invece un’estrema varietà figurativa, in cui la descrizione si pone come analisi introspettiva e psicologica della psiche umana alle prese col sentimento. Esempio tanto fulgido quanto delicato è costituito dalla serie pittorica Les Progrès de l’Amour (I Progressi dell’Amore) di Jean-Honoré Fragonard, raffigurante lo sbocciare e il progredire di una passione, e dalla cantata Il Delirio Amoroso di Georg Friederich Händel, che ne mostra invece il doloroso tormento. In un processo che si rivela un crescendo emotivo, i due artisti hanno dato origine ad opere capaci di esprimere, con raffinata immediatezza, la foga dell’amore, sorgente o morente che sia.

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Jean-Honoré Fragonard – “Il Chiavistello”

Il primo  dipinto nella serie dell’artista francese, commissionategli nel 1771 da Madame du Barry, è chiamato La Poursuite (La Ricerca), ed è una frivola scena d’amor cortese, immagine con damine di Capodimonte e avvenenti cicisbei che si rincorrono in giardini lussureggianti, con una struttura di colori chiari e rosei, canditi e dolci come un vaso di delizie. Così come essi corrono in un moto convergente, che li spinge inesorabilmente l’uno nelle braccia dell’altro, così la cantata haendeliana, composta di 13 brani la cui datazione è incerta, introduce una scena bucolica il cui moto è divergente, innescato dal disgusto del pastore Tirsi per la ninfa Clori. Con un’orchestra corposa di fiati e corde, l’opera narra di Quel Giorno Fatale, in cui la morte strappò per sempre il giovane dalla braccia della fanciulla.

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Con La Surprise (La Sorpresa), Fragonard mostra un’onnipresente e verdeggiante natura che accoglie un incontro fortuito e fortunato, in cui una giovane dama è colta alla sprovvista dall’arrivo di un baldo e aitante cavaliere. Mantenendo fede alla sua passione per le tinte pastello, con pennellate sfuggenti e rapide, l’artista mostra con vezzo quella piacevole sorpresa, tanto inaspettata quanto desiderata, che sconvolge due giovani cuori che si innalzano ai cieli. Al contrario, la nuova fase del recitativo di Händel discende negli inferi, con un soprano che intona Per te lasciai la luce, e, con un corposo violoncello d’accompagnamento, Clori si addentra nelle acque del Lete per rivedere il suo amato, la cui anima ancora le sfugge.

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La delusione e lo struggimento della ninfa, che vengono espressi da un canto sommesso e carico di feroce malinconia, trovano il polo speculare e opposto nell’Amant Couronné (L’Amante incoronato) apice della passione in cui gli amanti si riconoscono e legittimano, attraverso un’incoronazione floreale. La dama pone sul capo dell’innamorato il simbolo della sua devozione, così come Clori esprime la sua attraverso una manifestazione di pura sofferenza, nell’aria Non ti bastava ingrato, d’avermi in vita lacerato il core?

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Arriviamo infine all’apoteosi amorosa, in cui i moti delle opere si uniscono in un’unica celebrazione dell’amore, sia esso nella vita e nella morte. Nella Lettre d’Amour  (La Lettera d’Amore) Fragonard mostra l’innamorata che sfiziosa si volta allo spettatore, stringendo in mano una lettera il cui contenuto non sarà mai dato sapere, ma che si intuisce nel femminile e malizioso sorriso. Unione non altrettanto lieta ma altresì disperata è quella di  Tirsi che, nei Campi Elisi, cede alle suppliche di Clori la quale permane nel regno dei morti, nelle Amene Piagge Serene, per restare accanto al suo diletto mentre l’oboe e le danze coronano le nozze tombali, in una cornucopia di sinfonie e movimenti.

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Sebbene tali opere siano diametralmente opposte e raffigurino gli antipodi del sentimento, esse si inseriscono in un unico grande ciclo, in una secolare tradizione artistica che mira a rappresentare le fasi dell’amore. I due artisti hanno ideato, con maestria e viva comprensione del sentimento, una superba manifestazione delle fasi amorose, un pregiato testamento narrante i deliri conseguenti all’incontro di due anime in tumulto. Con la sua travolgente intensità, con lo sconvolgimento dei sensi che segue al progresso, ascendente o discendente, della passione, l’amore è una musa di eterna ispirazione, celebrazione della più intima natura dell’umanità, freccia a cui nessuna creatura è immune.

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